Le certificazioni di italiano: alcune informazioni utili

excited african american male student celebrating successful results of exams

Una certificazione di italiano è un documento che attesta in modo ufficiale il vostro attuale livello di italiano. Può servire per lavoro, per la burocrazia, o anche solo per avere la soddisfazione di sapere a che punto siete nel vostro viaggio linguistico.
Se state pensando di mettere ufficialmente alla prova il vostro livello di italiano ma brancolate ancora nel buio, eccovi alcune informazioni utili per orientarvi nel mondo delle certificazioni linguistiche.

Ci sono molti tipi di certificazioni eseguite da istituzioni pubbliche o private. Alcune sono molto famose, altre meno conosciute. In ogni caso Da(v)vero Italiano è a vostra disposizione nel caso voleste prepararvi in uno di questi esami!

CILS
*   Università per Stranieri di Siena – Istituzione pubblica
*   6 livelli (dall’A1 al C2) + bambini, adolescenti e immigrati
*   2 sessioni all’anno: solitamente giugno e dicembre
*   test (il numero delle prove per ciascuna parte è variabile):
ASCOLTO
COMPRENSIONE DELLA LETTURA
ANALISI DELLE STRUTTURE DI COMUNICAZIONE
PRODUZIONE SCRITTA
PRODUZIONE ORALE
Quaderni prove in ristampa > attualmente non disponibili
*   esempi di prove per ogni livello (giugno 2012) > scaricabili gratuitamente dal sito
CELI
*   Università per Stranieri di Perugia – istituzione pubblica
*   6 livelli (dall’A1 al C2) + adolescenti e immigrati
*   3 sessioni all’anno: primavera, estate e autunno
*   test (il numero delle prove per ciascuna parte è variabile):
COMPRENSIONE DELLA LETTURA
PRODUZIONE TESTI SCRITTI
COMPETENZA LINGUISTICA (a partire dal livello B2)
COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO
PRODUZIONE ORALE
*   nuovi testi di preparazione Edizioni Edilingua > disponibili
*   esempi di prove per ogni livello (2007/2008) > scaricabili gratuitamente dal sito
IT (poco conosciuto)
*   Università degli Studi di Roma 3 – Istituzione pubblica
*   6 livelli (dall’A1 al C2)
*   diverse sessioni all’anno
*   test (il numero delle prove per ciascuna parte è variabile):
ASCOLTO
LETTURA E SCRITTURA – solo per il livello B1
LETTURA – per i livelli B2, C1, C2
PRODUZIONE SCRITTA – per i livelli B2, C1, C2
USI DELL’ITALIANO – solo per livello B1
USI E FORME DELL’ITALIANO – solo per i livelli C1 e C2 
COMUNICAZIONE FACCIA A FACCIA – per i livelli B1 e B2
PARLATO – per i livelli C1 e C2
*   esempi di prove per ogni livello, eccetto C1 (2016/2017) > scaricabili gratuitamente dal sito
PLIDA
*   Società Dante Alighieri – istituzione privata
*   6 livelli (dall’A1 al C2) + PLIDA Juniores
*   2 sessioni all’anno
*     test (il numero delle prove per ciascuna parte è variabile):
ASCOLTARE
LEGGERE
SCRIVERE
PARLARE
*   quaderni del PLIDA Alma Edizioni > disponibili
*   esempi di prove per ogni livello (2017) > scaricabili gratuitamente dal sito
AIL (poco conosciuto)
*   Accademia Italiana di Lingua – Istituzione Privata
*   6 livelli (dall’A1 al C2) + immigrati
*   2 sessioni all’anno
*   test (il numero delle prove per ciascuna parte è variabile):
comprensione scritta 
espressione scritta 
lessico e strutture grammaticali – per i livelli da B1 a C1 
competenze morfosintattiche – solo per il livello C2 
comprensione auditiva 
produzione orale a coppia 
*   esempi di prove per ogni livello (2010/2011) > scaricabili gratuitamente dal sito

Sono tante informazioni, è vero, ma non scoraggiatevi: con un po’ di studio e pazienza potrete affrontare qualsiasi prova.

In bocca al lupo!

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Modi di dire: “Cadere dalle nuvole” – C1

“Quando il mio capo mi ha promosso non me lo aspettavo proprio:
sono caduto dalle nuvole!

“Chiara mi ha detto che non vuole più vedermi: pensavo di piacerle

sono cascato dalle nuvole! “

Gli italiani, si sa, sono un popolo di sognatori. Forse è per questo che alcuni modi di dire in italiano rimandano a mondi onirici e a fantasie celesti. Come luogo privilegiato per espressioni idiomatiche, proverbi e modi di dire torna infatti nella lingua italiana lo spazio celeste, nelle sue varianti climatiche, naturalistiche o spirituali.

Oggi partiamo proprio da lì. Dal cielo. Per capire insieme perché agli italiani capiti così spesso di “cadere dalle nuvole”.


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Cosa significa allora “cadere dalle nuvole” o “cascare dalle nuvole”?

L’espressione rimanda a quel sentimento di sorpresa e insieme di rosso imbarazzo per la scoperta di qualcosa di nuovo a noi, ma di già chiaro e conosciuto ai più (ai più scaltri, ai più informati, ai meno rossi).

L’origine di questo modo di dire non è 1 origine, ma 2, perché ci riporta alle due culture, greca e cristiana, radici dell’italiana visione del mondo.

1 Secondo la cultura mitologica greca, le nuvole abitavano il Cielo come habitat naturale delle 12 divinità dell’Olimpo; su tutte di Zeus, supremo signore degli dèi che, da lassù, lanciava la sua folgore contro il mondo di quaggiù e i suoi abitanti. Si narra che nei suoi momenti migliori scagliasse fulmini e saette a tradimento contro chiunque incorresse nella sua collera. Il suo gesto suscitava nel malcapitato di turno un discreto stupore e da lì la spiacevole sensazione che qualcosa partisse dalle nuvole per cadergli dritto in testa.

2 La seconda origine dell’abitudine tutta italiana di “cadere dalle nuvole” non va molto distante in termini di cadute verso il basso e di divinità. Pare infatti che il Paradiso cristiano fosse abitato da figure angeliche e da santi, presenze spirituali che, cadendo oggi sulla terra, si ritroverebbero spaesati e confusi da un mondo totalmente nuovo per loro.

Delle due origini oggi resiste solo la seconda che sposta sorpresa e stupore tutte dalla parte delle divinità e affida agli uomini il compito di sorprendere. Di cose sorprendenti in Italia e nella lingua italiana ce ne sono parecchie. Proviamo anche qui?

Vi lasciamo con un enigma che gioca sull’espressione “cadere dalle nuvole” e che è tratto da un cruciverba. La definizione è:

“Un pellerossa…
finge di cadere dalle nuvole”. 
7 lettere

Di chi si tratta? A patto che cadiate dalle nuvole anche voi, per la soluzione dell’indovinello vi rimandiamo qui al prossimo modo di dire, ovvero “fare l’indiano” e al suo significato nascosto.


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