Quattro chiacchiere con…
un architetto (parte 2)



Hai una città o un edificio preferito?
○ Mah, ce ne sono così tanti, che è difficile rispondere, ci sono tante città ed edifici bellissimi. Magari, ecco, senza andare troppo lontano, in questo momento mi vengono in mente per esempio delle abitazioni milanesi, ad esempio nel quartiere Ticinese, in centro a Milano, ci sono varie architetture, varie opere del Dopoguerra, che sono tutte visitabili semplicemente a piedi, sono residenze e si trovano tutte negli isolati attorno a via Quadronno. Quindi potrebbe essere anche una bella esperienza per chi si trova appunto a Milano e vuole visitare qualcosa di differente.

Sono case, quindi?
○ Sì, sono case e condomini borghesi degli anni ’50-’60 – alcune anche un po’ più antiche. Si trovano tutte abbastanza vicino, quindi la cosa bella è anche appunto quella di vederle un po’ tutte assieme, con una piccola passeggiata. Molti di questi sono edifici che sono stati un po’ invasi dalla natura, quindi sono completamente ricoperte di edera oppure alcuni balconi hanno una modifica nella loro forma perché ci passa attraverso un tronco di un albero e cose del genere. Sono tutte cose un po’ nascoste, ma che con due passi a piedi si possono vedere tranquillamente.

Pensi che Milano sia una bella città dove fare l’architetto?
○ Sì, senz’altro. Milano è molto stimolante a livello architettonico. C’è da dire che può essere anche considerata un po’, come dire, un campionario dell’architettura, anche italiana, nelle sue varie epoche. Quindi ci sono grandi esempi di architettura medievale, ma anche rinascimentale, anche barocca, settecentesca, fino ad alcuni capolavori del ‘900 e poi alle architetture diciamo più recenti, contemporanee, che molta gente conosce e che si possono apprezzare in gran parte della città.

Pensi che Milano cambierà molto nel futuro – anche nel prossimo futuro?
○ Milano ha avuto una grande spinta nel Dopoguerra, poi si è un po’ fermata e poi negli ultimi anni ha ripreso appunto a innovare il suo tessuto storico. Sicuramente nel futuro bisognerà accogliere più persone, probabilmente aumenteranno le persone che vivono in città, però allo stesso tempo bisognerà trovare il modo di consumare meno spazio o utilizzarlo meglio, anche se ci saranno più persone all’interno della città. Bisognerà quindi, come si sta già facendo, svilupparsi in altezza, aumentare le aree verdi, magari trasformando anche quelle aree che non vengono più utilizzate – penso alle aree industriali che sono state dismesse negli scorsi anni. Poi probabilmente lo sviluppo delle reti di comunicazione, internet, il 5G potrà magari liberare un po’ di traffico dalle reti fisiche, dalle reti stradali, a favore appunto del web, e questo potrebbe creare i presupposti per aumentare un po’ una mobilità leggera, quindi la bici, il monopattino o andare a piedi, e quindi anche in questo caso liberare un po’ di aree dedicate alle infrastrutture stradali, alle strade, per essere dedicate a luoghi dello stare, magari sempre aree verdi, parchi, piazze.

Quindi l’ambiente sarà probabilmente al centro di ogni cambiamento.
○ Penso di sì.

Un’ultima questione. Tu mi hai detto che Milano è un posto dove si è innovato molto e probabilmente si innoverà molto. Perché a Milano, rispetto ad altre città in Italia, è possibile, o è più facile, innovare o comunque immaginare qualcosa di nuovo?
○ Come dicevo, Milano conserva tantissime architetture storiche, però, per la gran parte, ecco per le architetture non degne di nota, è sempre riuscita un po’ a costruirsi su se stessa, quindi, diciamo, non è una città che uno definirebbe una città medievale, o una città rinascimentale, ma contiene un po’ tutte queste fasi storiche, perché si è sempre ricreata e riprogettata su se stessa – tra l’altro sempre utilizzando un po’ il suo spazio, senza, come dire, dilagare a macchia d’olio, come invece hanno fatto tante altre città in giro per il mondo, ma mantenendo sempre una sua grandezza contenuta, ecco. Per cui penso sia possibile a Milano questa innovazione proprio per questo suo carattere.

Quindi il fatto di non essere omogenea l’aiuta, da questo punto di vista.
○ Sì, sicuramente l’arricchisce e appunto le permette anche di innovarsi senza avere dei legami fortissimi e imprescindibili con la storia, ma può guardare al futuro cambiando man mano nelle epoche storiche.

Perfetto. Ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità e buon lavoro.
○ Grazie!