Il caffè: simbolo della socialità italiana – B1

“Per me un caffè”
“Buongiorno, vorrei un caffè”
“Prendo un macchiato, grazie!”

Quante volte vi è capitato di sentire queste frasi? Nei film, ad esempio. O direttamente nei bar, se avete avuto l’occasione di trascorrere in Italia una vacanza o un viaggio di qualche tipo.

Il caffè è sempre stato uno dei principali simboli dell’Italia e dell’italiano. La famosa ‘na tazzulella ‘e café celebre canzone napoletana e jingle di una ancora più famosa pubblicità. Le mille varianti milanesi: macchiato freddo, macchiato caldo, marocchino, decaffeinato, ginseng, mocaccino, ristretto, lungo, doppio, corretto, americano schiumato, in tazza piccola, in tazza grande e chi più ne ha più ne metta.

Ma il caffè non è solo un simbolo del “mangiare all’italiana”, come la pizza, la pasta, il limoncello e il buon vino.

La “pausa caffè” è un vero e proprio evento sociale in Italia. Un momento in cui i colleghi si trovano insieme per fare una pausa e chiacchierare del più e del meno, o in cui due o più amici, che magari non si vedono da tempo, trovano un’occasione semplicemente per passare 5 minuti insieme.

Pensate che, addirittura, Un giorno di questi ci prendiamo un caffè insieme?” è una delle classiche “scuse” per chiedere a una ragazza di uscire senza esporsi troppo 😊

Insomma, il caffè è molto più di quello che pensate e ne capirete l’importanza sociale quando riuscirete ad immergervi completamente nella cultura italiana.

Anche i numeri ce lo dicono! Sembra infatti che gli italiani bevano all’anno il quantitativo di sei miliardi di caffè (praticamente 5 o 6 kg di caffè A TESTA!!!) e che, secondo uno studio condotto dall’Università di Copenhagen, la “pausa caffè” favorisca a creare un’atmosfera di socializzazione e positività.

Insomma, come simbolo di socialità il caffè sarà un ingrediente fondamentale per la vostra esperienza italiana.


SCOPRI CHI SIAMO
DA(V)VERO ITALIANO

CONDIVIDI!



“Alice di sogno in sogno”: una graphic novel italiana a Cincinnati – B2


Come sarebbe la nostra vita se dormendo potessimo entrare nei sogni delle persone vicino a noi?
Non molto bella, a quanto pare. O almeno Alice, protagonista della graphic novel Alice di sogno in sogno, di Giulio Macaione, non è per niente felice.

La trama

Suo padre ha perso il lavoro e la sua famiglia è dovuta tornare nella vecchia casa dove lei deve dividere la stanza con il fratello maggiore, appassionato di film horror che popolano anche i suoi sogni: sogni dove puntualmente ogni notte Alice entra senza volerlo, per poi svegliarsi terrorizzata. Ma non può raccontare a nessuno il perché. L’unica cosa che vorrebbe fare è dormire tranquilla.

Questo non è però il suo unico problema: a scuola alcune ragazze le rendono la vita sempre più difficile e Alice non riesce a ribellarsi; solo una persona conosce il suo segreto e fa di tutto per aiutarla, il suo migliore amico Jamie. Quando sarà proprio lui a trovarsi in pericolo, Alice dovrà usare la propria abilità di entrare nei sogni per salvarlo. A tutti i costi.

I colori di Giulia Adragna

Alice di sogno in sogno è una storia pensata per adolescenti ma che tiene anche gli adulti con il fiato sospeso. I colori delle illustrazioni poi, curati da Giulia Adragna, sono veramente bellissimi e alla fine del volume è possibile vedere tutti i disegni preparatori su personaggi e ambienti – l’azione si svolge in una Cincinnati che sembra quasi fotografata: l’autore infatti si è ispirato direttamente a questa città, dove abitava (e infatti esiste anche un’edizione americana, Alice from dream to dream).

L’autore: Giulio Macaione

Giulio Macaione è un fumettista siciliano che ha scritto varie graphic novel come ad esempio Stella di Mare o Basilicò: nel suo stile si fondono – parole sue – 50% di manga giapponesi e 50% di fumetto europeo e americano che creano un tratto molto personale. Per conoscerlo meglio, here potete trovare il suo blog.

Alice di sogno in sogno: perché leggerlo

Se siete appassionati di fumetti e di fantasy, se volete praticare il vostro italiano e rilassarvi per un po’ immersi nella lettura, Alice di sogno in sogno è quello che fa per voi. Grazie ai disegni, la storia non è difficile da seguire e i dialoghi sono veloci e naturali, in più, dato che i protagonisti sono adolescenti, ci sono molte espressioni colloquiali da scoprire: riuscite a trovarle tutte?


SCOPRI CHI SIAMO

DA(V)VERO ITALIANO


CONDIVIDI!

La meglio gioventù – B2

Quando pensate alla famiglia italiana, forse affiorano alla vostra mente le immagini di grandi tavolate caotiche e festanti tra bicchieri di vino e piatti della tradizione. E in questo film, La meglio gioventù, c’è tutto ciò che immaginate: c’è un intero albero genealogico, i Carati; c’è il caos, la storia italiana; e ci sono le feste, nascite e matrimoni, Capodanno e Mondiali di calcio. Ma non solo!

La pellicola del 2003 diretta dal regista milanese Marco Tullio Giordana, infatti, narra le vicende realisticamente altalenanti di due fratelli romani, Nicola e Matteo Carati, e della loro famiglia piccolo-borghese, dagli anni giovanili (estate 1966) fino alla maturità (primavera 2003).

SCOPRI CHI SIAMO

DA(V)VERO ITALIANO

Sullo sfondo, a cornice delle vite dei protagonisti, si srotolano quasi quattro decenni di storia italiana, attraverso i luoghi e gli eventi che hanno segnato la seconda metà del secolo scorso: dalla contestazione sessantottina a Tangentopoli, dalla Torino operaia alla Sicilia antimafia, dall’alluvione di Firenze alle Brigate Rosse della capitale fino alla battaglia per la chiusura dei manicomi.

Il titolo – che ai puristi della grammatica potrebbe dare un certo fastidio – si ispira all’omonima raccolta di poesie di Pier Paolo Pasolini e a un verso di un nostalgico canto degli Alpini. E, come la canzone da cui è nato, diventa un inno di speranza di un’intera generazione in precario equilibrio tra la memoria del passato e l’incertezza del futuro.
Con i suoi personaggi dai tratti quasi letterari, il racconto scorrevole e magnetico e lo sguardo innocente e ottimistico sulle contraddizioni del nostro Paese, La meglio gioventù ha ottenuto un grande successo di critica e una notevole accoglienza di pubblico in Italia e all’estero, tanto da vincere il premio come miglior film della sezione Un Certain Regard al 56° Festival di Cannes.

Stavo quasi per dimenticarmene: il film dura circa 6 ore…

Ma non preoccupatevi, essendo diviso in 4 episodi, potrete decidere di vederlo tutto d’un fiato oppure di assaporarlo in piccole dosi, un po’ come si fa con le lunghe cene in famiglia. A voi la scelta!

CONSIGLIAMO IL FILM A UN LIVELLO AVANZATO!

CONDIVIDI!

Diabolik – B1

Lui è il più grande ladro mai esistito, ha un passato misterioso e un’intelligenza senza pari. Veste di nero, guida una Jaguar E-type anni ’60 diventata leggenda e può creare maschere speciali per prendere il posto di chiunque – da molto prima di Tom Cruise in Mission Impossible 2…

Lei è il suo grande amore, la sua compagna e la sua complice, una donna forte e indipendente. Nessuno può dirle cosa fare. Neanche lui.

Insieme rubano soldi, opere d’arte, gioielli. Non rubano per diventare ricchi, semplicemente amano la sfida. Non usano pistole ma solo pugnali. Sono pronti a rischiare tutto.

Sono Diabolik ed Eva Kant, i protagonisti di “Diabolik” uno dei fumetti più famosi in Italia – e anche uno di quelli con la vita più lunga: il primo numero è del 1962 e le storie, una al mese, continuano a uscire ancora oggi.

I personaggi sono nati dalla fantasia di due sorelle, Angela e Luciana Giussani, che volevano dare qualcosa di appassionante da leggere alle persone che tutti i giorni prendevano il treno per andare al lavoro.


SCOPRI CHI SIAMO

DA(V)VERO ITALIANO


Quando hanno pubblicato le prime storie, però, è stato uno scandalo: erano gli anni ’60 e un personaggio che ruba e uccide non poteva essere un eroe. La censura ha bloccato le uscite più di una volta, ma il successo tra il pubblico non si è mai fermato e Diabolik è diventato un fenomeno di costume.Praticamente tutti gli antieroi del fumetto nati da quel momento in poi in Italia si ispirano almeno in parte a lui.

Nel 1968 dal fumetto nasce un film e un secondo uscirà nel 2020, ma nel tempo sono arrivati anche cartoni animati per ragazzi e un videogioco. Si dice che il primo numero, “Il re del terrore”, sia il fumetto italiano che vale di più tra i collezionisti: un originale può arrivare a 7000 euro.

Oltre a essere una lettura divertente, perfetta per un po’ di relax, Diabolik può essere anche un’ottima soluzione per praticare l’italiano. Le storie sono brevi e le immagini aiutano nella comprensione, i dialoghi hanno un italiano standard, senza slang o dialetto, ma assolutamente reale.

Può essere l’ideale per chi ha un livello da b1 in su e vuole leggere in italiano, ma ancora non si sente pronto per un romanzo.

Se siete in Italia le storie si trovano in tutte le edicole, ma esistono anche le versioni ebook. Per iniziare ad esplorare il mondo di Diabolik, questo è il sito ufficiale: www.diabolik.it

Buona lettura!

CONDIVIDI!

Le 5 Terre: un paradiso nella costiera ligure – B1

Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Conosciuti praticamente da tutti, sono le Cinque Terre, un paradiso naturale nell’area mediterranea della costiera ligure. Si tratta di cinque borghi marinari, noti come una delle più importanti e apprezzate località turistiche d’Italia.

Le Cinque Terre

Posti vicino alla città di La Spezia e facilmente raggiungibili in treno, questi cinque borghi sono caratterizzati da mare cristallino, spiagge e coste frastagliate e sono collegati tra loro da una rete di bellissimi sentieri.

Inserite nel 1997 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, le Cinque Terre meritano sicuramente una visita in quanto rappresentano il posto perfetto per una vacanza “all’italiana”.


SCOPRI CHI SIAMO

DA(V)VERO ITALIANO


Ma perché le Cinque Terre meritano il titolo di “paradiso naturale“?
Ecco 5 curiosità su questo magnifico posto, una per ogni Terra:

1
Un tempo le Cinque Terre erano completamente isolate dal resto del mondo ed erano raggiungibili solo via mare. La parola “terre”, infatti, nel dialetto ligure, viene utilizzata per indicare qualcosa di isolato e distaccato dalla realtà.

2
In questi borghi marinari è d’obbligo assaggiare alcuni piatti tipici della cucina ligure: un bel piatto di trofie al pesto, la Cima oppure il Prebuggiun (una zuppa tipica della Liguria). E non dimentichiamo di gustare le acciughe, pesce azzurro tipico di queste terre: se volete assaggiarle però ricordatevi di chiamarle con il loro vero nome ligure, ovvero “arbanelle”

3
Le Cinque Terre hanno conservato un vero e proprio spirito campanilistico: ognuna ha il suo dialetto, le proprie ricette e un santo patrono diverso. Scoprili tutti!

4
L’unica delle Cinque Terre che non si affaccia sul mare è Corniglia, che è anche la terra più piccola: essa infatti è arroccata sulla cima di una scogliera di 100 metri ed è sicuramente il borgo più isolato e meno turistico, ma probabilmente il più bello.

5
Il Parco nazionale delle Cinque Terre ha redatto l’elenco completo delle specie vegetali presenti nel suo territorio: compaiono 618 specie, cioè 1/10 circa dell’intera flora nazionale e 1/5 di quella regionale

Se ti è venuta voglia di una vacanza in un paradiso naturale, dai un’occhiata here per tutti gli itinerari naturali delle Cinque Terre. E per continuare a esplorare l’Italia, non perderti i prossimi articoli del nostro blog Dav(v)ero Italiano!