Che gli italiani non possano sopravvivere all’estero senza pasta è risaputo. Ma c’è un’altra cosa che non potrebbe assolutamente mancare nella casa, o meglio, nel bagno di un italiano: il bidet. Strumento indispensabile di igiene personale e sacro altare a cui rivolgere le proprie preghiere e ringraziamenti una volta trovatolo all’interno della camera di hotel in una nazione diversa dal Bel Paese. 

Ma qual è la storia di questo oggetto così importante in Italia, eppure pronunciato come se fosse una parola francese?
Beh, prima di tutto il nome è effettivamente francese e, sebbene non si conosca chi sia stato l’inventore, proprio in Francia si hanno le prime testimonianze dell’uso del bidet, e con più precisione nel 1710, quando venne installato nell’appartamento della famiglia reale. 

In Italia arrivò poco dopo, quando la regina di Napoli lo volle alla Reggia di Caserta. Inizialmente il bidet si trovava nelle camere da letto, e solo nel ‘900 trovò la sua esposizione definitiva in bagno. Una vera e propria diffusione del bidet avvenne però solo dopo la seconda guerra mondiale, periodo in cui, allo stesso tempo, si può collocare la sua brusca frenata nell’espansione in America. 

Per quale motivo negli Stati Uniti e in altre nazioni il bidet non abbia trovato spazio, è ipotizzabile proprio con il fatto che, durante la Seconda Guerra Mondiale, i soldati americani siano venuti a contatto con tale oggetto nei bordelli francesi, associandone quindi l’idea a qualcosa di poco igienico e per certi versi immorale.

Ma, chissà, forse un giorno anche l’immagine del bidet sarà ripulita da questo fango che le è stato gettato addosso, e in tutto il mondo si potrà godere di questo pacifico e prezioso momento di pulizia e intimità tanto caro agli italiani.

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