Le Azzurre

I Mondiali di calcio femminile del 2019



In Italia, si sa, il calcio è in assoluto lo sport più popolare. Si calcola che siano più di un milione le persone che lo praticano regolarmente e ancora di più sono quelli che lo seguono, in tv o allo stadio. Se un lunedì mattina entrate in un bar, in un ufficio, o in una scuola, quello che sentirete molto spesso saranno discussioni sulle partite del weekend precedente, sui goal che hanno fatto o sulle decisioni di questo o quel mister. Del resto, si dice che in Italia ci sono sessanta milioni di allenatori.

Immaginate quindi che cosa succede quando in estate ci sono i grandi tornei, i Mondiali o gli Europei: in questo caso, non è così infrequente che anche chi durante l’anno non si interessa particolarmente di calcio poi non si perda una partita e faccia il tifo per la nazionale, gli Azzurri. 

Un po’ per il caldo, le vacanze che si avvicinano e in generale un clima più rilassato, spesso, a seconda dell’orario della partita, si organizzano serate a casa di amici o visioni collettive in un bar o anche, qualche volta, visioni in ufficio, nascondendosi tutti insieme in una sala riunioni. Insomma, se siete appassionati di calcio, l’Italia è sicuramente un buon posto dove passare il periodo dei Mondiali.

Immaginate ora che cosa è successo quando, nel 2018, l’Italia non si è qualificata per i Mondiali. Immaginate la delusione di un’intera nazione che si aspettava partite, trionfi e festeggiamenti e invece è rimasta a bocca asciutta. Niente partite, niente feste, niente di niente.

È soprattutto per questo che all’inizio fa notizia un’altra nazionale di calcio, che al contrario si è qualificata ai Mondiali, ovvero la nazionale di calcio femminile.
Al contrario di altri paesi, in Italia il calcio è ancora soprattutto maschile e certo, le donne giocano, ma non possono ancora giocare da professioniste e ci sono purtroppo vecchi stereotipi che impediscono al calcio femminile di avere l’attenzione che merita.

Nell’estate del 2019, però, ci sono i Mondiali e le Azzurre sono riuscite a qualificarsi. Hanno così l’occasione di dimostrare di cosa sono veramente capaci.

Certo, all’inizio le aspettative non sono altissime e l’attenzione deriva soprattutto dal fatto di essere rimasti a digiuno di calcio l’estate precedente. L’ultima volta che la squadra femminile si era qualificata per un Mondiale era il 1999 ed era uscita al primo turno. In più, nel 2019, alcune delle squadre contro cui l’Italia deve giocare sono veramente forti.

Tuttavia, l’allenatrice Milena Bertolini è riuscita a creare un buon gruppo, un gruppo molto unito che è riuscito a fare l’impresa e a qualificarsi.

La prima partita è contro l’Australia e ancora il grande pubblico veramente non si è accorto di quello che sta succedendo.
Dopo il primo tempo l’Italia sta perdendo 1 a 0 e l’avventura sembra essere già finita. Nel secondo tempo, però, è tutta un’altra partita. Barbara Bonansea, attaccante della Juventus, fa il gol del pareggio, 1 a 1. E poi, incredibilmente, al 95° minuto, quando la partita è praticamente finita e ormai nessuno si aspetta più nulla, sempre lei riprende la palle e… GOAL!! 

L’Italia ha vinto.

È un trionfo: il giorno dopo tutti i giornali hanno in prima pagina un titolo sull’impresa delle ragazze.

L’entusiasmo si consolida con la seconda partita, che questa volta viene trasmessa sul secondo canale della tv pubblica. È contro la Giamaica e le Azzurre la vincono per 5 a 0. A questo punto anche i più scettici sono costretti a riconoscere che le calciatrici sono forti e giocano bene e che il calcio femminile non ha niente da invidiare a quello maschile. In più, le ragazze conquistano anche, con la loro simpatia, il loro spirito di gruppo, l’attenzione di tutti gli italiani. 

È presto il momento della terza partita, già in partenza difficilissima: la squadra da vincere è il Brasile. Questa volta, la partita viene trasmessa sul canale principale della tv pubblica e gli spettatori che guarderanno la partita saranno più di 7 milioni: non era mai successo prima.
La nazionale italiana perde 1 a 0, ma è come se fosse una vittoria: infatti il Brasile fa un solo goal su rigore che viene segnato da Marta, una delle migliori calciatrici di sempre. 
In ogni caso, grazie ai goal che hanno fatto nelle partite precedenti, nonostante la sconfitta, le Azzurre passano il girone come prime.

Le “ragazze mondiali”, questo è l’hashtag che la Federazione ha scelto per celebrare le ragazze, sono ormai sulla bocca di tutti. Questo, grazie anche a un rito, che fanno tutte le volte, prima e dopo la partita: si mettono tutte in cerchio al centro del campo e tutte insieme ballano la Macarena. I video con la loro danza diventano virali e restano nel cuore di tutti gli spettatori.

È già tempo, però, di pensare alla partita successiva, contro la Cina. Anche questa è una partita non semplice, perchè la squadra cinese ha una storia piena di successi e soprattutto fino a questo momento ha subito soltanto un goal.
Infatti la partita non è semplice, ma l’Italia ci prova fino alla fine e riuscirà a vincere 2 a 0: a segnare saranno Galli e Giacinti, ma in realtà il merito del successo va a tutto il gruppo.

Le Azzurre quindi passano ai quarti di finale e non succedeva dal 1991.

A questo punto, l’Italia incontrerà l’Olanda.
Nonostante le difficoltà, le ragazze ce la mettono tutta nella partita e infatti l’Italia continua a sognare fino alla fine; tuttavia, dopo un primo tempo abbastanza equilibrato, in cui le italiane riescono a contenere la forte squadra olandese, nel secondo tempo devono cedere. Finirà 2 a 0 per l’Olanda, che poi si troverà ad andare in finale e perderà solo contro gli Stati Uniti.

Certo, la delusione c’è, ma in realtà è come se l’Italia, il Mondiale, lo avesse vinto: più di cinque milioni di italiani si sono ritrovati davanti alla tv. Sono numeri che nessuno avrebbe mai immaginato anche solo un mese prima. Quando la squadra rientra in Italia, è accolta in trionfo e sono tantissimi i messaggi di ammirazione che ricevono da tutto il mondo del calcio. Milena Bertolini, l’allenatrice, al ritorno chiede: “Per favore, continuate a seguirci”. Ed è questo veramente il dato più importante di questi Mondiali, che rende questa storia davvero una favola. Non è importante che l’Italia abbia perso, è importante che ci abbia fatto sognare e che sia riuscita a dimostrare il proprio valore, a far parlare di sé e a rendere popolare il proprio sport, ispirando un’intera generazione di ragazze, sempre più pronte a giocare a calcio.

E soprattutto le Azzurre hanno fatto sì che d’ora in poi l’Italia si trovi ad aspettare due Mondiali, uno maschile e uno femminile.